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Marlin in caccia su branco di pesci volanti (Copyright C.Byron) |
Chuck Byron nasce nella San Diego
della Gold Coast californiana degli anni ’60, un mito per quegli anni negli
U.S.A. in piena ascesa economica e culturale. Ha la passione dell’autentico
“outdoorsmen” attraverso la caccia e la pesca che esercita nei dintorni quasi
deserti della sua città. Ha un'altra passione, quella del disegno, e comincia
così a tratteggiare pesci, paesaggi, animali e uccelli con una tecnica
minuziosa che nasce dalla paziente osservazione in natura dei suoi soggetti di
cui conosce perfettamente i tratti più particolari e le ambientazioni di
contorno. L’Accademia di belle Arti di San Francisco affinerà questa sua
capacità “innata” nell’uso delle varie tecniche pittoriche consentendogli di
esprimere al massimo il suo stile originale.
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Piramide di predatori sul Kelp californiano (Copyright C.Byron) |
Molti lo definiranno “iperrealismo
esagerato” per quella precisione anatomica, quella perfezione formale che
avvicinava le sue opere a delle riproduzioni quasi “fotografiche” del mondo
marino e dei suoi abitanti. Del resto basta osservare attentamente le opere del
suo primo periodo per rendersi conto di quanto minuziosa fosse la sua
ricostruzione subacquea oltre che la sua preparazione tecnica come pescatore. Guardate le alalunghe che inseguono le esche
trainate tra cui spicca un artificiale
del tipo Cedar plug o il marlin blu che in superficie sciabola un branco
di pesci volanti, mentre le sterne volteggiano in aria o il pescespada che
irrompe nel branco compatto di calamari.
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Branco di Alalunghe si gettano sui cedar plugs (Copyrigth C.Byron) |
C’è un dinamismo che è palpabile
nelle figure delle prede che fuggono e del predatore che irrompe, con una
dovizia di particolari che rendono le sue immagini davvero uniche. Di lui
irripetibili rimangono le opere che ritraggono i pesci nel loro ambiente
naturale, come lo snook che porta il suo attacco acrobatico ai ballyooh tra le radici sommerse delle
mangrovie, o il rombo chiodato sul fondo che occhieggia inquietante verso i
piccoli calamari che si muovono ignari a pochi centimetri dalla sua bocca. C’è
tutta la sintesi della vita sottomarina nei suoi ritratti, raffigurata con
precisione e fedeltà quasi “scientifiche” oltre ad una quasi maniacale
precisione da pescatore autentico nel ritrarre le esche e gli artificiali
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Rombo chiodato in agguato sul fondo (Copyright C.Byron) |
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Snook in caccia tra le radici delle mangrovie (Copyright C.Byron) |
Nella seconda parte della sua vita, ormai in preda all’alcolismo, non più
alla ricerca ossessiva del tratto minuzioso e preciso che ne ha contraddistinto
tutta la produzione antecedente, riesce ancora
a trasmetterci comunque delle importanti emozioni soltanto accennando
con l’uso dei colori meno sfumati e del corpo dei pesci, ritratto in maniera
meno meticolosa e realista. Ne sono un esempio lampante i White Bass tra
il “kelp” le larghe alghe laminarie
tipiche della costa californiana o la Yellowtail, le nostre ricciole, che fugge
tra le rocce con uno spoon in bocca ed il filo reciso.
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Amberjack Yellowtail riguadagna la libertà sul fondo...(Copyright C.Byron) |
Chuck era stato capace di creare uno stile proprio, che verrà poi seguito da tanti altri artisti
che lo imiteranno in misura più o meno evidente, e forse proprio questo dovette
in parte minare le sue certezze di artista, mentre la sua ricerca continua non
trovava adeguata corrispondenza in un
mercato che cominciava a diventare sin troppo affollato di suoi cloni. Così
l’alcool dovette rappresentare il suo ultimo rifugio e compagno, oltre che prologo della sua fine tragica e prematura.
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Roosterfish o "Pez Gallo" insegue un popper fly (Copyright C.Byron) |
BIOGRAFIA
Chuck Byron nasce a San Diego in California il 12
gennaio 1961, sin da giovane inizia a disegnare e dipingere anatre e pesci frutto delle sue battute di caccia e
pesca attorno ai laghi e sulle coste meridionali californiane. Dopo un breve
periodo passato nell’ U.S. Army nel corpo dei paracadutisti compie i suoi
studi all’Accademia di Belle Arti di San
Francisco dove si laurea del 1988. E’ considerato uno dei padri
dell’iperealismo nell’art fishing e sin dal 1990 le sue opere sono utilizzate
largamente nei trofei di pesca internazionali di Cabo San Lucas o del sud della
California. Nel suo studio di San Diego realizza copertine per diverse riviste
di pesca, bozzetti per pubblicità e abbigliamento e gli vengono commissionati
grandi murales a San Diego, Baja, Nevada. Ma nonostante tutto è alcolizzato e
depresso e si toglie la vita a 42 anni.
Sue opere sono al Museo della pesca in Florida dell’I.G.F.A. nella galleria De
Kaki Bassi a Cabo S.Lucas, e Safari Wildlife Art Gallery di Las Vegas. Sua moglie Lori in sua memoria, con il
ricavato delle vendite delle sue opere ha beneficiato e supportato la
Foundation Cancer Pete Lopicola, Billfish Foundation ed altri enti umanitari.
Attualmente è impegnata nell’aiutare giovani artisti meritevoli con borse di
studio e nel diffondere l’amore per la pesca e l’arte presso i più piccoli con
iniziative di grande impatto e partecipazione.
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